Il CIS Piemonte per la Confraternita del Santo Sudario

Esistono momenti in cui la storia e la fede smettono di essere polvere d’archivio per farsi carne, mani tese e speranza condivisa. Nel cuore della Torino sabauda, la Confraternita del Santo Sudario ha rinnovato quel patto antico che, dal 1598, lega la venerazione del Sacro Lino all’imperativo morale della carità.

​In occasione della Santa Pasqua, i locali dell’Associazione sono divenuti un porto sicuro. Non si è trattato di una semplice elargizione, ma di un banchetto d’onore dedicato a chi, troppo spesso, è invisibile agli occhi del mondo. Qui, tra il profumo di ricette antiche e il calore di sguardi fraterni, il cibo è tornato a essere ciò che è sempre stato nei secoli: comunione e dignità.

Un’Eredità di Luce

​La missione della Confraternita trascende il tempo. Nata per custodire il mistero della Sindone, ha saputo trasformare quel silenzio sacro in un grido d’azione contro la povertà. Oggi, questa duplice vocazione – spirituale e sociale – risplende più che mai, offrendo non solo assistenza, ma una vera e propria appartenenza a una comunità che non dimentica.

​Il Sigillo della Solidarietà

​L’eccellenza dell’evento è stata suggellata dal contributo dei volontari, artefici di un’accoglienza che sa di casa. A rendere questo abbraccio ancora più saldo è stato l’intervento della Delegazione Piemontese del Corpo Internazionale di Soccorso rappresentata dal Cav. Uff. Dott. Mario Rodolfo Baschirotto. Il dono della colomba pasquale a ogni ospite non è stato un semplice omaggio, ma un simbolo di pace e vicinanza tangibile; il segno che la nobiltà d’animo risiede, oggi come allora, nel servizio verso il prossimo.

​Perché la vera grandezza di Torino non risiede nei suoi monumenti, ma nel cuore di chi sa trasformare la sofferenza in un’occasione di bellezza.

​Torino, 27 marzo 2026

​Francesco Pucci Muscariello