Il CIS partecipa al convegno su sostenibilità e sicurezza

Buongiorno signore e signori, in questa sede ricca di culto e di storia sono felice di essere con Voi, grazie a Massimo Lucidi, lucido e anche lungimirante per gli argomenti che ci propone.

Stiamo vivendo un periodo storico particolare, il mondo sta rivedendo tutte le sue certezze sta scrivendo nuove pagine di comportamenti, sta intavolando nuove alleanze. In questa congiuntura, c’è chi crede di potere giudicare chi è un buono o un cattivo governante e cambia assetti politici ergendosi a paladino della verità, non entro nel merito, ma fino ad ora noi siamo stati abituati che le rivoluzioni o i cambiamenti vengono fatte dai popoli o dai parlamenti. Quindi, occorre una lettura equilibrata di quanto sta accadendo, perché certi atteggiamenti nuovi possono indicarci come si sta delineando il nostro futuro. Gli Stati Generali della Sostenibilità & Sicurezza ci possono aiutare in questo percorso attraverso un confronto di opinioni e un sereno dibattito su temi così scottanti.

Chi è buono e chi è cattivo, chi lo decide? Si assottiglia sempre di più il numero di coloro che incidono sul sistema mondiale con le loro decisioni e alcuni fra questi ci sorprendono con parole arroganti, atteggiamenti improbabili e soprattutto gestiscono situazioni di grave rischio, polveriere pronte a brillare come mine. E i popoli che ruolo hanno? Coloro che ci rappresentano lo sanno che le popolazioni non vogliono la guerra soprattutto oggi che non si fanno su campi di battaglia, le guerre si fanno nelle città perché nei campi di battaglia non ci sono soldati, tutto è demandato allo sfiancamento e alla sofferenza dei civili che, come vediamo patiscono la fame, sete, mancanza di medicinali e vivono nel terrore costante delle bombe. 

In situazioni di crisi quando si vuole trovare la pace, oltre che i Consiglieri vanno ascoltate le coscienze e i nostri attempati governanti sembrano ringalluzziti per le massicce dosi di vitamine, dovrebbero invece pensare a costruire strumenti di pace e non di guerra, per rendere sostenibile la sicurezza.

I cambiamenti climatici sono oggi una delle più grandi minacce sia alla salute che alla vita umana. L’aumento delle temperature provoca stress da calore e decessi soprattutto tra le fasce più vulnerabili e altera la diffusione di malattie infettive perché i vettori patogeni trovano ambienti più favorevoli. L’innalzamento del livello del mare potrebbe nell’arco di 50 anni far scomparire il lungomare di Napoli e la villa Comunale. L’incremento di alluvioni, uragani, siccità e incendi boschivi, causa lesioni, decessi, distruzioni di infrastrutture e mezzi di sostentamento. il deterioramento delle condizioni ambientali costringe sempre più persone a migrare, creando una nuova categoria “i rifugiati climatici”. Dicevo proprio qui l’anno scorso rispondendo al dott. Maurizio Molinari di Repubblica i cambiamenti climatici porteranno a rivedere le abitudini delle popolazioni, la passeggiata e lo shopping potrebbe essere spostata alla sera quando sono presenti temperature più basse. In effetti quello che per abitudine facciamo di mattina inevitabilmente lo potremmo dover fare alla sera, anche il lavoro.

È importante quindi acquisire consapevolezza non solo degli impatti attuali dei cambiamenti climatici, ma anche degli scenari catastrofici futuri e impegnarci tutti cittadini e istituzioni ad affrontare capillarmente il problema. Grazie per la vostra attenzione.

26-3-2026

Pierluigi Sanfelice di Bagnoli